CONDANNA TRIBUNALE SPAGNOLO OMICIDA CIATTI: CECCARDI (LEGA), POCHI 15 ANNI PER CHI HA AMMAZZATO. ORA SI CERCHI IL LATITANTE

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CONDANNA TRIBUNALE SPAGNOLO OMICIDA CIATTI:

CECCARDI (LEGA), POCHI 15 ANNI PER CHI HA AMMAZZATO. ORA SI CERCHI IL LATITANTE 

[/movedo_title][vc_column_text text_style=”leader-text”]Quindici anni sono veramente pochi per chi strappa la vita, per futili motivi, ad un giovane di 21 anni. La condanna del tribunale spagnolo per la morte di Niccolò Ciatti rappresenta però, almeno, il primo importante punto di una vicenda giudiziaria dolorosa e fin troppo lunga. Sperando che presto anche la giustizia italiana faccia il suo corso, come avrebbe già dovuto fare. Da madre, è inimmaginabile per me che cosa abbia significato, per la famiglia Ciatti, affrontare questo crescendo di dolore, umano e giudiziario”.

Così l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi commenta la conferma della condanna in primo grado a 15 anni, da parte dei giudici del Tribunal superior de justicia de Cataluña, di Rassoul Bissoultanov, il 30enne ceceno accusato di aver ucciso con un calcio alla testa il giovane fiorentino Niccolò Ciatti nell’estate del 2017 sulla pista di un locale di Lloret de Mar. L’imputato, condannato in primo grado dal Tribunale di Girona per omicidio volontario, è latitante dallo scorso luglio. l’Onorevole Ceccardi, da sempre vicina alla famiglia di Niccolò, nel marzo del 2021 aveva presentato un’interrogazione alla Commissione Europea in cui chiedeva l’impegno per garantire l’estradizione in Italia del responsabile della sua morte.

“Prima la morte di un figlio, ammazzato con ferocia a calci in testa, per futili motivi, in una discoteca, mentre trascorreva le vacanze con gli amici, poi il non ricevere giustizia, per così tanti anni e, oggi, dover comunque sopportare la latitanza dell’omicida che, per errori giudiziari, è fuori dal carcere. Tutto questo è atroce e può essere solo in parte mitigato da questa prima condanna. Bissoultanov meritava molti più anni per aver deliberatamente ammazzato un ragazzo innocente e senza difese. L’importante adesso è porre termine alla sua latitanza, perché la famiglia abbia almeno un po’ di giustizia, e che sconti interamente gli anni a cui è stato condannato dal tribunale spagnolo – ha concluso Ceccardi – in attesa del processo in Italia che deciderà la pena da comminargli”.[/vc_column_text][movedo_empty_space][/vc_column][/vc_row]