ACCORDI ALGERIA-ITALIA, CECCARDI: GALSI STRATEGICO, L’UE RIFINANZI L’OPERA AFFOSSATA DAL PD TOSCANO

[vc_row section_type=”fullwidth” bg_type=”color” padding_top_multiplier=”” padding_bottom_multiplier=”” columns_gap=”none” equal_column_height=”middle-content” bg_color=”#020202″][vc_column width=”1/2″ tablet_width=”1″ css=”.vc_custom_1675109554068{background-image: url(https://www.susannaceccardi.it/wp-content/uploads/2023/01/1200px-GALSI.svg-1.png?id=18741) !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: cover !important;}”][/vc_column][vc_column width=”1/2″ tablet_width=”1″ heading_color=”light” css=”.vc_custom_1630007566079{padding-top: 14% !important;padding-right: 14% !important;padding-bottom: 14% !important;padding-left: 14% !important;background-color: #fac700 !important;}” font_color=”#676767″][movedo_title heading_tag=”h1″ heading=”h1″ increase_heading=”160″ margin_bottom=”0″]ACCORDI ALGERIA-ITALIA, CECCARDI: GALSI STRATEGICO, L’UE RIFINANZI L’OPERA AFFOSSATA DAL PD TOSCANO[/movedo_title][vc_column_text text_style=”leader-text”]“Gli accordi del premier Meloni riesumano finalmente il progetto GALSI, affossato a suo tempo dall’ostruzionismo del PD toscano.

Una ottima notizia per la Toscana e per l’Italia: il Mediterraneo ritorna finalmente al centro dell’agenda geopolitica energetica del Paese e dell’Europa.

L’inerzia ostativa del Partito Democratico toscano ha compromesso, nel 2014, la realizzazione di questa pipeline fondamentale: ora la situazione è cambiata, e ho già presentato una nuova interrogazione per chiedere all’UE di rifinanziare l’opera”

Sono queste le parole dell’europarlamentare Susanna Ceccardi nel commentare la notizia dell’accordo tra Algeria e Italia per lo studio e la realizzazione del gasdotto GALSI, che non trasporterà solo gas, ma anche idrogeno verde ed elettricità.

“Nel luglio del 2022 avevo interrogato la Commissione per chiedere quale fosse lo status sulla realizzazione del GALSI, un progetto che mirava alla realizzazione di una pipeline destinato all’importazione di gas naturale dall’Algeria all’Italia attraverso la Sardegna per poi arrivare alla Toscana: 8 miliardi di m 3 /anno di gas lungo 830 km circa.

Un progetto strategico per l’autonomia energetica del Paese, tanto da essere inserito nel piano europeo di ripresa economica (EERP) del 2010 e ricevere un finanziamento europeo di 120 milioni di euro.

Soldi andati perduti però: nella risposta a quella interrogazione, la Commissione mise nero su bianco che nonostante il sostegno finanziario, il progetto non aveva compiuto i progressi necessari, la sovvenzione revocata e i fondi tornati al bilancio dell’UE.

La colpa? La Regione Toscana aveva rallentato la realizzazione dell’opera al punto che poi l’opera venne definitivamente abbandonata.

Un errore strategico imperdonabile: se oggi a Piombino parliamo di rigassificatore di GNL, è anche per queste responsabilità.

Ora però il quadro è completamente cambiato: la realizzazione di quest’opera può consentire al Paese di diversificare il proprio approvvigionamento energetico e, nel medio-lungo periodo, consentire di abbandonare i rigassificatori di GNL.

Ho già presentato una nuova interrogazione alla Commissione Europea: la Toscana e l’Italia hanno già perso troppo tempo” – conclude Ceccardi.[/vc_column_text][movedo_empty_space][/vc_column][/vc_row]