Toscana

100 profughi afghani sono stati collocati a Montecatini

Profughi afghani: a Montecatini non rimangano oltre la Quarantena

Profughi afghani: a Montecatini non rimangano oltre la Quarantena 1280 720 redazione web

Profughi afghani, Ceccardi e Baroncini:

a Montecatini Terme non rimangano oltre la quarantena

“Prendiamo atto della decisione di inviare i profughi afghani a Montecatini proprio in piena stagione turistica e senza aver coinvolto il Comune e i rappresentanti del territorio nella decisione. A questo punto chiediamo che il prosieguo dell’accoglienza oltre il periodo della quarantena sia fatto in strutture idonee che non possono essere i nostri hotel sanitari, che sono appunto adatti alla quarantena e non sono centri di accoglienza profughi”. Lo affermano, in una nota, l’eurodeputata della Lega, Susanna Ceccardi, e il sindaco di Montecatini Terme, Luca Baroncini.

“Al momento -precisa Baroncini- sono arrivati esclusivamente operatori sottoposti a controllo, donne e bambini, per i giorni previsti dalla quarantena. Ricordo che in questo momento si tratta di far trascorrere loro una quarantena negli hotel sanitari, e chiedo che sia davvero una quarantena e non per periodi lunghi. Comprendiamo, come amministrazione e come comunità, il dramma che queste persone stanno vivendo, ma non siamo attrezzati per essere un centro di accoglienza e siamo una città turistica in piena stagione”. “Ci spiace moltissimo -continua il sindaco di Montecatini- aver appreso solamente dagli organi di informazione che, da un momento all’altro, sarebbero arrivati circa 200 profughi. Il presidente Giani avrebbe dovuto coinvolgere il territorio, non soltanto per una questione istituzionale, o di condivisione della scelta, ma anche meramente organizzativa. Un’ultima considerazione -conclude Baroncini- sul fatto che siamo in piena stagione turistica sempre nel massimo rispetto di queste persone. Però forse si sarebbe potuto optare in questo momento per altre destinazioni e, per quanto riguarda Montecatini, in altri periodi dell’anno non di alta stagione come già dimostrato con la nostra disponibilità per gli alberghi sanitari durante il lockdown. Non è una questione di immagine, ma proprio di convivenza tra turisti e profughi. Ho rispetto per gli albergatori che hanno dato la loro disponibilità, ma ritengo che sarebbe stato doveroso un corretto dialogo istituzionale tra Regione e Comune. In questo modo avremmo potuto individuare insieme momenti e modalità più compatibili con le diverse esigenze di tutti”.

“L’atteggiamento di Giani e del Pd -commenta Susanna Ceccardi- è prepotente, perché hanno ignorato il territorio, non lo hanno minimamente coinvolto, imponendo una scelta che, come a Chianciano, guarda caso mette alle strette due Comuni amministrati dal centrodestra. Quando sarà finita la quarantena, questi profughi dovranno essere accolti in maniera organizzata e gestibile altrove. Ci opponiamo all’accoglienza indistinta, anche alla luce, com’era prevedibile, della prime scoperte di jihadisti in Francia”.

Susanna Ceccardi durante il suo mandato come Sindaco di Cascina

Cascina, Sicurezza: dal Sindaco “sceriffo” al Sindaco addormentato

Cascina, Sicurezza: dal Sindaco “sceriffo” al Sindaco addormentato 967 967 redazione web

Sicurezza, Lega: “Cascina, Amministrazione Comunale dal Sindaco

“sceriffo” al Sindaco addormentato

Nel Documento di programmazione presentato dall’amministrazione PD c’è scritto che non giova a nessuno fingere che il Sindaco sia uno sceriffo, è un modello che come ha dimostrato l’ultima amministrazione non porta alcun risultato positivo per i cittadini, la sicurezza si combatte conoscendo a fondo le criticità del territorio.

“Noi, invece, ci chiediamo, visto i diversi casi che si sono verificati sul territorio quanto conosca questa Giunta la nostra città.
Perché quanto oggi Cascina non sia sicura è sotto gli occhi di tutti. I cittadini sono esasperati e hanno perso il conto degli episodi di violenza. La situazione inizia ad essere fuori controllo, con varie aggressioni da parte di Baby gang, venditori abusivi in centro, furti e ora la rapina in pieno centro con una pistola. A tanto ha portato la gestione di Betti, che ha voluto cancellare le nostre iniziative come l’operazione strade sicure o il progetto sentinelle di notte”. Lo affermano, in una nota, in riferimento alla rapina a mano armata avvenuta in viale Comaschi, una delle principali strade del centro, gli esponenti della Lega Susanna Ceccardi, europarlamentare, la deputata Donatella Legnaioli, la consigliera regionale e comunale Elena Meini, e il consigliere comunale Daniele Funel.

“Il PD ha perso tanto fiato e tempo a criticare i nostri progetti di sicurezza, siamo stati derisi per aver allontanto i parcheggitori abusivi che oggi sono “felicemente ” tornati nei nostri parcheggi e nei nostri mercati, così come abbiamo letto paginate della sinistra contro le sentinelle di notte. Presenteremo una interrogazione in consiglio comunale per conoscere cosa intende fare il sindaco sul tema della sicurezza. Ma la sensazione è che per il PD la sicurezza non sia una priorità e che l’importanza siano le fiaccolate, le marce e le panchine arcobaleno”.

La Lega, oltre a sollevare la questione in Consiglio comunale, si rivolge anche al ministro Lamorgese, con una interrogazione parlamentare della deputata Legnaioli Donatella “per chiedere di agire immediatamente. E’ urgente intervenire, e il referente del Viminale su questo deve aiutare i cittadini di Cascina ad uscire da questa situazione totalmente fuori controllo!”