Talebani

Islam, Ceccardi: se Musse Ali sa di più su terrorismo, parli

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Islam, Ceccardi: se Musse Ali sa di più su terrorismo, parli


“E il Pd cosa fa adesso? la lascia ancora al suo posto?”

“Le dichiarazioni di Nura Musse Ali sulla pericolosità del fondamentalismo islamico in Italia sono importanti, ma sembra quasi che ne sappia di più. Se conosce realtà specifiche nel nostro Paese dove i terroristi trovano terreno fertile ne parli con le autorità competenti”. Così Susanna Ceccardi, eurodeputata della Lega, commenta l’estratto della seduta commissione pari opportunità del Consiglio regionale, pubblicato oggi da La Nazione.
“Adesso il Pd cosa dirà? Continuerà a difenderla anche se ha candidamente ammesso che le moschee che il Pd vorrebbe costruire ovunque sono finanziate e controllate dagli estremisti?”, chiede Ceccardi
“Trovo paradossale che Musse Ali -prosegue Ceccardi- da una parte veda con favore il ritorno dei talebani al potere in Afghanistan e, dall’altra, ci dica di preoccuparsi piuttosto del fondamentalismo qua da noi. Le sue parole sono sempre animate da una sorta di rancore verso l’Occidente e la nostra cultura. E’ sempre molto più pronta a puntare il dito contro noi della Lega che a esprimere un giudizio di condanna verso il regime talebano, verso il quale addirittura esprime fiducia.
Questa sua sorta di outing in Commissione è molto strano e, considerando l’insieme dei concetti espressi in questa e altre sedute, sembra quasi che dica: ‘non occupatevi di quel che accade in Afghanistan, o in altri Paesi islamici, ma pensate a casa vostra’. E invece noi della Lega da sempre poniamo l’attenzione sul tema dei fondamentalisti che mettono le mani nelle moschee in Occidente per fare proseliti, tanto quanto, ad esempio, la negazione dei diritti civili delle donne nei Paesi come l’Afghanistan. I due aspetti non si escludono a vicenda, come invece vorrebbe la consigliera targata Pd”.
“Prendiamo atto che, come emerge dal dibattito,  Nura Musse Ali è ancora al suo posto, nonostante la richiesta di dimissioni arrivate anche da vari esponenti del Pd, compreso il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, ma, e questo è grave, non dalle altre componenti dem della Commissione”, conclude Ceccardi.

Afghanistan, Ceccardi: con ritiro Occidente torna spettro 11 settembre

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Afghanistan, Ceccardi: con ritiro Occidente torna spettro 11 settembre


E ricorda Fallaci: “contro i nemici serve la passione”

I timori per un’eventuale nuova stagione di attentati di matrice islamica, le difficoltà legate alla gestione delle ondate migratorie dall’Afghanistan, la necessità di una politica coesa dell’Unione europea, l’abbandono al suo destino del popolo afghano e lo stravolgimento degli equilibri geopolitici in Medio Oriente sono stati al centro del convegno sui Vent’anni dall’11 settembre 2001, coordinato a Montecatini Terme da Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, nel gruppo di Identità e Democrazia. L’evento, cui ha partecipato in videocollegamento anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, a fornito uno sguardo a 360 gradi su quanto avvenuto in Afghanistan, dal punto di vista politico, strategico, militare e giornalistico. “L’Europa ha dimostrato la sua assenza”, ha detto Salvini, per il quale “questa deve essere l’occasione per tornare ad avere rapporti giusti e costanti con la Federazione russa”. Quello tra Afghanistan, Pakistan e Iran, ha aggiunto, “rischia di essere un triangolo devastante, anche in chiave nucleare”
Tra i tanti temi toccati, Ceccardi ha posto l’attenzione sulla pericolosità dei corridoi umanitari: “da chi saranno gestiti? Da chi ha il potere laggiù, quindi dai talebani. Rischiamo di portare il nuovo terrorismo a casa nostra. Un nuovo 11 settembre potrebbe accadere di nuovo, come il Bataclan e i tantissimi attentati che hanno insanguinato l’Occidente. Ora l’attenzione dell’Europa deve essere massima. Europa che pagherà più di tutti lo scotto delle nuove ondate migratorie, con il canale che passa dall’Est”.
Secondo il professor Luciano Bozzo, docente di Relazioni internazionali e Teorie della politica internazionale all’Università di Firenze, “le critiche al presidente Biden sono giustificate, nonostante il ritiro dall’Afghanistan fosse già nei programmi del presidente Obama ed fosse stato poi codificato, in qualche modo, dal presidente Trump con gli accordi Doha, rispettando l’orientamento dell’opinione pubblica”. “Devo aggiungere però -continua Bozzo- che se Biden ha portato a compimento un processo che viene da lontano, è anche vero che ha gestito davvero male l’ultima fase del ritiro. Il caos che si è creato nelle ultime settimane, prima del ritiro, in particolare negli ultimi giorni, poteva essere evitato. Biden ha fallito in questo, lo sa, subisce attacchi su questo anche dal suo stesso partito. E questa è la parte peggiore della vicenda”.
L’inviata di guerra Chiara Giannini ha raccontato la sua esperienza in Afghanistan ed è sicura: “è una situazione veramente drammatica, soprattutto per le donne, che sono tornate indietro di secoli, peggio anche di vent’anni fa: di nuovo il burqa, di nuovo donne separate dagli uomini, bambini che probabilmente saranno addestrati a fare i terroristi perché di fatto i talebani sono terroristi. Non è un governo col quale si può trattare, perché non danno diritti alle persone”.
“Il ritiro dopo 20 anni, era inevitabile, è stato gestito malissimo”, ha osservato il generale Marco Bertolini, in Afghanistan due volte, nel 2003 a Khost e nel 2009 “L’Italia -ha continuato Bertolini- dopo 20 anni di assoluto disinteresse per quello che succedeva ai nostri uomini in Afghanistan, improvvisamente adesso si rende conto che abbiamo perso la guerra. Coloro che avevamo giurato di distruggere hanno preso nuovamente il potere. Questa è una sconfitta per la credibilità di tutto l’Occidente, la cui crisi può avere conseguenze gravissime in tutto il mondo”.
Ceccardi in conclusione del convegno ha letto “le profetiche parole di Oriana Fallaci”, tratte da ‘La Rabbia e l’Orgoglio: “J’ accuse, io accuso, gli occidentali di non aver passione. Di vivere senza passione, di non combattere, di non difendersi, di fare i collaborazionisti per mancanza di passione. (…)
Per combattere la passione dei nostri nemici, “per difendere la nostra cultura cioè la nostra identità e la nostra civiltà, non bastano gli eserciti. Non servono i carri armati, le bombe atomiche, i bombardieri. Ci vuole la passione. La forza della passione. E se questa non la tirate fuori, non la tiriamo fuori, io vi dico che verrete sconfitti. Che verremo sconfitti. Vi dico che torneremo alle tende del deserto, che finiremo come pozzi senz’ acqua. Wake up, then! Sveglia, wake up” .

Afghanistan, Ceccardi: dialogo coi talebani? M5S vuole spalancare le porte alla Cina

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Afghanistan, Ceccardi: dialogo coi talebani?

M5S vuole spalancare le porte alla Cina

“Dialogare con i talebani, come ha ripetuto anche oggi Conte, significherebbe spalancare l’Afghanistan alla Cina”. Così Susanna Ceccardi, eurodeputata della Lega, commenta le parole del presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, al meeting internazionale di Cl a Rimini. “Evidentemente l’obiettivo dei Cinque Stelle è proprio questo”, aggiunge Ceccardi.

“Trovo assurdo continuare parlare di dialogo con i talebani, quando da parte loro, com’era prevedibile, non arriva alcun cenno di cambiamento. Sappiamo benissimo che costituiscono il peggio del peggio del fondamentalismo islamico. Quindi è folle pensare a un dialogo con loro. E chi lo fa è pronto a consegnare l’Afghanistan alla morsa cinese che ha interessi geopolitici in quell’area”, conclude Ceccardi.

Le dichiarazioni di Nura Musse Ali

Nura Musse Ali deve dimettersi dalla Commissione Pari Opportunità

Nura Musse Ali deve dimettersi dalla Commissione Pari Opportunità 800 888 redazione web

Nura Musse Ali deve dimettersi dalla Commissione

Pari Opportunità della Regione Toscana

Lo chiede l’eurodeputata Susanna Ceccardi che si definisce “scioccata” dall’intervista rilasciata a Il Tirreno dalle 35enne, originaria della Somalia, in cui si schiera a favore del ritorno al potre, in Afghanistan, dei talebani.

“È scandaloso che una donna, una figura con responsabilità politica e istituzionale, si definisca, e cito le sue parole, a favore della presa del potere da parte dei fondamentalisti”.

“Chi ha cuore i diritti delle donne, non può applaudire al ritorno dei talebani in Afghanistan. Durante l’occupazione americana e delle forze occidentali -continua Ceccardi- si saranno fatti degli errori, ma un conto è dire che si poteva, e si doveva fare, di più, un altro è addirittura affermare che con i talebani le donne staranno meglio”.

“Anche i numeri, laddove non bastasse il semplice buon senso, dovrebbero aiutare a capire la differenza. Nel 2003 -osserva Ceccardi- le donne he frequentavano in Afghanistan le scuole superiori erano il 6%, nel 2017 il 39%. Nel 2019 si contavano mille donne imprenditrici, dato basso ma inimmaginabile vent’anni prima. O, ancora, le donne erano arrivate al 22% del totale degli occupati”.

“Chiediamo al Pd tutto di prendere le distanze e alla consigliera di dimettersi perché non ha chiaro cosa voglia dire difendere i diritti delle donne”, conclude Ceccardi.

100 profughi afghani sono stati collocati a Montecatini

Profughi afghani: a Montecatini non rimangano oltre la Quarantena

Profughi afghani: a Montecatini non rimangano oltre la Quarantena 1280 720 redazione web

Profughi afghani, Ceccardi e Baroncini:

a Montecatini Terme non rimangano oltre la quarantena

“Prendiamo atto della decisione di inviare i profughi afghani a Montecatini proprio in piena stagione turistica e senza aver coinvolto il Comune e i rappresentanti del territorio nella decisione. A questo punto chiediamo che il prosieguo dell’accoglienza oltre il periodo della quarantena sia fatto in strutture idonee che non possono essere i nostri hotel sanitari, che sono appunto adatti alla quarantena e non sono centri di accoglienza profughi”. Lo affermano, in una nota, l’eurodeputata della Lega, Susanna Ceccardi, e il sindaco di Montecatini Terme, Luca Baroncini.

“Al momento -precisa Baroncini- sono arrivati esclusivamente operatori sottoposti a controllo, donne e bambini, per i giorni previsti dalla quarantena. Ricordo che in questo momento si tratta di far trascorrere loro una quarantena negli hotel sanitari, e chiedo che sia davvero una quarantena e non per periodi lunghi. Comprendiamo, come amministrazione e come comunità, il dramma che queste persone stanno vivendo, ma non siamo attrezzati per essere un centro di accoglienza e siamo una città turistica in piena stagione”. “Ci spiace moltissimo -continua il sindaco di Montecatini- aver appreso solamente dagli organi di informazione che, da un momento all’altro, sarebbero arrivati circa 200 profughi. Il presidente Giani avrebbe dovuto coinvolgere il territorio, non soltanto per una questione istituzionale, o di condivisione della scelta, ma anche meramente organizzativa. Un’ultima considerazione -conclude Baroncini- sul fatto che siamo in piena stagione turistica sempre nel massimo rispetto di queste persone. Però forse si sarebbe potuto optare in questo momento per altre destinazioni e, per quanto riguarda Montecatini, in altri periodi dell’anno non di alta stagione come già dimostrato con la nostra disponibilità per gli alberghi sanitari durante il lockdown. Non è una questione di immagine, ma proprio di convivenza tra turisti e profughi. Ho rispetto per gli albergatori che hanno dato la loro disponibilità, ma ritengo che sarebbe stato doveroso un corretto dialogo istituzionale tra Regione e Comune. In questo modo avremmo potuto individuare insieme momenti e modalità più compatibili con le diverse esigenze di tutti”.

“L’atteggiamento di Giani e del Pd -commenta Susanna Ceccardi- è prepotente, perché hanno ignorato il territorio, non lo hanno minimamente coinvolto, imponendo una scelta che, come a Chianciano, guarda caso mette alle strette due Comuni amministrati dal centrodestra. Quando sarà finita la quarantena, questi profughi dovranno essere accolti in maniera organizzata e gestibile altrove. Ci opponiamo all’accoglienza indistinta, anche alla luce, com’era prevedibile, della prime scoperte di jihadisti in Francia”.